Il Web 2.0 Expo chiude in chiave “mobile”

8 11 2007

La sala conferenze principaleQuattro giornate davvero intense: 68 workshop nel programma ufficiale del Web 2.0 Expo, più le sessioni secondarie in modalità “aperta” – chiamate non a caso “Web 2.0 Open” – in cui chiunque poteva presentare il suo progetto. Più i keynote speech di sintesi degli appuntamenti più importanti, l’area espositiva e gli innumerevoli incontri che inevitabilmente si fanno in queste occasioni. Il bilancio del Web 2.0 Expo, che si avvia alle sue fasi conclusive in questi minuti, è complessivamente positivo. Soprattutto per il taglio molto operativo: anche se di marketing si è parlato, e non poco, le presentazioni erano orientate a veri e propri approfondimenti delle varie tematiche. Si trattava quindi di veri e propri seminari, che hanno consentito di ragionare e sviluppare esperienze.

Lo stand di ReplyUna formula anche molto pratica, dunque, forse per l’origine americana dell’evento. Decine e decine i notebook aperti, in questo momento, nella sala conferenze principale, per le ultime battute dell’evento, che vede sul palco il confronto tra Tim O’Reilly e Ari Virtanen, vice president per Nokia Multimedia. E O’Reilly comincia proprio sottolineando quanto interessanti siano le prospettive del Web 2.0 sul mobile. Il primo argomento i tablet, di cui Nokia ha presentato l’ultima evoluzione, il modello N810, e poi si è discusso di come portare altri servizi Internet sul mobile.

In primo luogo le social network, che a partire da una connessione a Internet con modello “flat”, ancora più un’ipotesi che un dato di fatto, purtroppo, permetteranno di restare sempre in contatto con le proprie community, personali o di lavoro, assiduamente. Oggi solo una prospettiva futuribile per l’Italia ma già una realtà, per esempio, in Giappone.

L’area espositivaAltra direzione quella di uno sviluppo forte dell’integrazione tra contenuti Internet e contenuti mobili. Nokia sta lavorando al portale Ovi, che diventerà il centro di aggregazione di servizi quali mappe, musica, giochi e altro da una parte e di contenuti generati dagli utenti dall’altra, con possibilità di accesso sia via pc sia tramite cellulare.

Internet si è quindi sganciata dalla sua definizione originaria di “interconnessione tra reti” per assumere quella di modello aperto su cui sviluppare applicazioni e far correre contenuti e servizi, a quali si potrà accedere con ogni tipo di dispositivo. Il personal computer, con l’accento su “personal”, resterà probabilmente il centro di questa dinamica per molto tempo, ma si troverà sempre di più a collaborare con dispositivi pensati per l’uso in mobilità.

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